TopDonna

La rivista delle Donne per le Donne!

Rivista online di Lavoro

Permessi di lavoro per le lavoratrici in gravidanza

Quali sono i permessi di lavoro che possono essere goduti delle donne lavoratrici in stato di gravidanza?

Le lavoratrici in dolce attesa hanno innanzitutto diritto a permessi retribuiti per poter effettuare, durante l'orario di lavoro, i dovuti esami prenatali, siano accertamenti clinici o visite mediche specialistiche.

incinta La legge italiana fissa quindi a 5 mesi complessivi il congedo obbligatorio per maternità. Due sono le possibili modalità per usufruire di questo periodo: se la gravidanza prosegue regolarmente e il lavoro svolto non è faticoso, è possibile lavorare fino ad un mese prima della probabile data del parto e rimanere quindi a casa nei 4 mesi successivi alla nascita del bimbo; in caso contrario, se le prime due condizioni non dovessero verificarsi, è possibile invece lavorare fino a 2 mesi prima del parto e stare quindi a casa nei 3 mesi successivi al concepimento. Rimane ovviamente sottinteso che se il bimbo dovesse nascere prima della data prevista o dopo la stessa, i giorni di astensione obbligatoria non goduti nel periodo pre-parto o goduti in più rispetto a quanto inzialmente ipotizzato, vengono rispettivamente recupererati in coda oppure sottratti al periodo di congedo post-parto. La durata totale del periodo di congedo obbligatorio rimane sempre e comunque pari a 5 mesi complessivi.
Discorso a parte per le gravidanze definite a rischio o se il lavoro svolto rientra tra quelli ritenuti faticosi e quindi non adatti ad una donna in stato di gravidanza. In questo caso, riconosciuto il diritto di riposo per la lavoratrice in gravidanza, con la presentazione del dovuto certificato medico si ha diritto a rimanere a casa per tutto il periodo precedente a quello obbligatorio.

In aggiunta al periodo di astensione obbligatoria, la neo mamma ha poi a disposizione anche un periodo di astensione facoltativa della durata di 6 mesi, o 10 mesi in assenza del padre, da ripartire e godere a piacimento fino al compimento dell’ottavo compleanno del bambino.

Ora, terminato il periodo obbligatorio di maternità, se non si ha intenzione di prolungare il periodo di materinità con l’astensione facoltativa, si torna a lavorare e si può godere dei cosiddetti permessi di allattamento. Se l’orario giornaliero di lavoro è di almeno 6 ore, si può usufruire di due permessi di un’ora ciascuno da gestire come meglio si crede durante la giornata lavorativa; se le ore di lavoro giornaliero sono invece meno di sei, il permesso di cui si può usufruire è solo di un’ora.
Nel caso di gemelli, infine, il numero delle ore giornaliere di permesso vengono raddoppiate.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna